Ticino, frontalieri italiani sotto quota 64mila Salgono i francesi nel Lemano

In calo anche i lavoratori stranieri nell’area di Basilea

Frontalieri in calo nel primo trimestre di quest’anno in Canton Ticino. La flessione nel numero di lavoratori che ogni giorno attraversano il confine elvetico supera il punto percentuale rispetto al trimestre precedente, l’ultimo del 2017 (-1,4%), e lo sfiora se si risale ai primi tre mesi dello scorso anno (-0,9%). In un caso e nell’altro, prevale il segno meno, caratteristica che accomuna il Ticino alla Svizzera nordoccidentale (Argovia, Basilea Città e Basilea Campagna), area in cui i frontalieri perdono quota in misura analoga: -1,5% rispetto al trimestre precedente e -0,8% rispetto a un anno fa. Ticino e Svizzera nordoccidentale condividono pure il numero complessivo di lavoratori stranieri: al 31 marzo scorso erano 63.958 nel cantone a ridosso della provincia di Como e Varese e 70.585 nell’area di Basilea.

I dati sono stati resi noti nei giorni scorsi dall’Ufficio federale di statistica. Gli stranieri che quotidianamente si recano in Svizzera per lavorare sono in tutto 316.010, diminuiti rispetto al trimestre precedente (-0,6%) ma in crescita rispetto a un anno fa (+1,3%).

Nelle sette grandi regioni in cui la Confederazione è stata suddivisa a fini statistici, la parte del leone la fa quella del Lemano, che comprende i tre Cantoni di Ginevra, Vaud e Vallese  e che da sola conta un terzo dei frontalieri totali impiegati in Svizzera: ben 117.708, in gran parte francesi, risultati in lieve flessione rispetto alla fine del 2017 (-0,1%) ma in netta crescita rispetto a un anno fa (+3,1%). Al secondo posto figura la Svizzera nordoccidentale (70.585 frontalieri, provenienti da Francia e Germania), che supera di poco il Ticino, sceso per poche unità sotto quota 64mila con 63.985 frontalieri, tutti italiani (erano oltre 65mila a metà dello scorso anno), soprattutto varesini e comaschi, ma provenienti anche dalle province di Lecco, Sondrio, Verbano-Cusio-Ossola e altre ancora.
Il numero dei frontalieri cala drasticamente nelle altre quattro grandi regioni. Sono infatti  25.971 nella Svizzera orientale (che riunisce i Cantoni Glarona, Sciaffusa, Appenzello Interno ed Esterno, San Gallo, Grigioni e Turgovia), dove sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto all’ultimo trimestre del 2017 (-0,1%) ma sono aumentati rispetto a un anno fa (+1,5%).

Al quinto posto l’Espace Mittelland (Berna, Friburgo, Neuchâtel, Giura e Soletta) con 25.401 frontalieri, cresciuti sia rispetto al trimestre precedente (+0,2%) sia a un anno fa (+2,8%), seguito dal Canton Zurigo, sesto con 10.318 lavoratori stranieri (tedeschi), aumentati anche loro (+0,4% su base trimestrale e +3% su base annua). Fanalino di coda è la regione della Svizzera centrale (Lucerna, Uri, Obvaldo, Svitto, Nidvaldo e Zugo) che, essendo lontana dai confini, annovera un numero assai ridotto di frontalieri: 2.069, con incrementi sì consistenti in termini percentuali (+1,3% rispetto al trimestre precedente e +6,3% su base annua) ma poco significativi vista l’esigua entità di lavoratori stranieri coinvolti.

Per quanto riguarda infine i principali Paesi di provenienza, a lavorare oltre confine sono soprattutto i francesi (172.454), seguiti dagli italiani (71.925) e da tedeschi (61.215) e austriaci (8.225). Rispetto a un anno fa, a crescere più di tutti sono stati i francesi (+2,3%) mentre sono calati i tedeschi (-0,4%) e gli italiani sono rimasti stabili (-0,1%).

Marcello Dubini