Valmorea, nuove speranze per la “via di ferro” tra boschi e prati di confine

Un progetto per l’integrazione transfrontaliera

Uno sforzo importante per far ripartire un progetto che, se ha principalmente un rilievo turistico, contiene in sé anche un significativo rilievo sul piano dell’integrazione territoriale dell’area transfrontaliera.

La richiesta è giunta alla Regione Lombardia e alle altre istituzioni locali nonché ai vertici di Trenord dal gruppo di lavoro che si batte per ridare piena dignità alla linea della Valmorea. Una linea ferroviaria che ormai da tre anni giace inutilizzata, dopo essere stata riaperta nel 1993 e aver visto correre sui suoi binari uno storico treno a vapore fino al 2014.

La sua storia, però, affonda le radici nei primi decenni del secolo scorso: fu il 28 giugno del 1926 quando, con grande pompa, venne inaugurata la linea internazionale Mendrisio-Stabio-Valmorea-Castellanza. Le speranze riposte in questo collegamento, legate all’interscambio commerciale tra il Canton Ticino e l’area industriale della Valle Olona, si scontrarono presto con l’atteggiamento del governo fascista.

Roma negò infatti l’autorizzazione al transito doganale delle merci, rendendo insostenibile la gestione economica della linea, che nell’arco di soli due anni vide la sospensione dell’esercizio (era il 22 maggio del 1928) sulla tratta tra Mendrisio e Valmorea. Al confine di Stabio-Santa Margherita le autorità eressero un cancello, destinato a rimanere chiuso fino al 1993. Il resto della linea non ebbe miglior fortuna, tanto che nel 1977 la linea fu dismessa.

La vicenda di questa “via di ferro” tra boschi e prati di confine sembrava destinata a chiudersi ingloriosamente, con il conseguente degrado di luoghi abbandonati e l’erosione della sede ferroviaria a causa delle frequenti piene del torrente Lanza.

Se non fu così, il merito è di un gruppo di appassionati che videro nel ripristino della linea della Valmorea un buon strumento di valorizzazione turistica di un’area ad alto rilievo ambientale. Ed ecco che il 12 settembre del 1993 il vecchio e ormai arrugginito cancello che bloccava la ferrovia fu finalmente divelto: un locomotiva a vapore con un carro a rimorchio ritornarono a scorrere lungo i binari, sebbene soltanto per il breve tratto allora ripristinato.

L’interesse mediatico e la presenza in quella giornata di almeno due migliaia di persone spinsero i promotori ad avviare i lavori per il recupero funzionale: i volontari del Club del San Gottardo e del Circolo Ricreativo Aziendale delle Ferrovie Nord Milano, affiancati da appassionati e con l’aiuto degli enti locali ma anche di sponsor privati, si misero all’opera. I risultati furono sorprendenti: la stazione di Valmorea fu raggiunta nel 1997, quella di Cantello nel 2003 e quella di Malnate Olona nel maggio del 2007.

Le corse turistiche nel periodo estivo divennero un elemento d’attrazione. Almeno fino al 2014, quando questo percorso virtuoso fu interrotto perché la linea turistica non interferisse con i lavori avviati sulla nuova ferrovia Mendrisio-Stabio-Varese.

Ora però è tempo che, lungo la Valmorea, si torni a sentire il fischio della locomotiva.

Antonio Franzi