Trattamento fiscale agevolato ai residenti nei Comuni di confine che lavorano in tre specifici Cantoni

Nel corso degli anni c’è stata spesso confusione e una non chiara visione della norma legata a chi doveva essere considerato un frontaliere fiscale e chi un cosiddetto “frontaliere fuori fascia”.  Questo perché, in base all’inquadramento, era applicabile o meno l’accordo bilaterale contro le doppie imposizioni Italia-Svizzera e la conseguente eventuale tassazione del reddito prodotto in Svizzera attraverso la dichiarazione dei redditi in Italia.

Recependo le

che erano state introdotte per legge nell’ottobre 2016, ai fini dell’emersione dei capitali detenuti all’estero (la cosiddetta Voluntary Disclosure II), l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 38/e del 28/03/2017 ha fatto un quadro completo della situazione.

In concreto è stato chiarito che la condizione per essere considerato un lavoratore frontaliere e godere, per ora, della tassazione esclusiva alla fonte  del reddito di lavoro dipendente in Svizzera, è che il lavoratore oltre ad avere la residenza anagrafica in uno dei Comuni Italiani della fascia di confine entro i 20 km (sono di fatto tutti i Comuni della provincia di Como ed alcuni Comuni della provincia di Varese e Lecco, solo per fare qualche esempio) debba anche prestare la propria attività lavorativa in uno dei tre Cantoni svizzeri di confine: Cantone Ticino, Canton Grigioni, Canton Vallese.

Ciò significa che ad esempio viene considerato un lavoratore frontaliero colui che è residente a Sondrio e lavora in Ticino, così come la persone che è residente a Como e che lavora nei Grigioni.

Tutto questo, sempre che abbia un permesso di lavoro come frontaliero con il quale verrà applicata l’imposta alla fonte svizzera e una quota di quell’imposta alla fonte verrà riversata, dall’autorità fiscale Svizzera, in maniera aggregata al Comune italiano di residenza del lavoratore: i cosiddetti “ristorni” di cui spesso si sente parlare.

Coloro che non rispecchiano queste condizioni, non possono quindi beneficiare del trattamento fiscale agevolato (pagamento esclusivo delle imposte in Svizzera) ma dovranno dichiarare il reddito in Italia pagando imposte Irpef ed addizionali dovute.

Unica agevolazione di cui possono godere è una franchigia forfettaria di 7.500 euro sul reddito percepito e la possibilità di far valere una parte dell’imposta alla fonte Svizzera già versata come credito d’imposta in Italia (per evitare che il reddito, quindi, venga assoggettato per due volte).

Mauro Pellicciari

Responsabile Caf Cisl Como