Culture e musiche dal mondo. A Chiasso è già tempo della kermesse Festate

Anticipazioni sulla manifestazione vicina al suo 30°

Artisti che alla grande presenza scenica abbinano una caratura artistica  internazionale e quello che una volta si diceva “impegno”, sociale oltre che culturale.

Da 28 anni sul finire della primavera, mentre chi può già pensa alle vacanze, la Svizzera spesso teatro di polemica con gli italiani accusati di rubare il lavoro ai rossocrociati e sinonimo di frontiere chiuse, mette in scena un parte diversa e  migliore, e invita a non mollare, ad abbattere steccati e pregiudizi, mentali e fisici. E parla a testa e voce alta di accoglienza, convivenza possibile, società multiculturale. Lo fa con braccia aperte che diventano un corale e  grande abbraccio nel segno del linguaggio universale della musica. E cadono tutte le barriere, di colpo. Per qualche giorno, per qualche ora, almeno, ma è già  tanto e  bello così,  e si balla, canta, ride, si mangia e si pensa tutti insieme.

È la magia chiamata “Festate”,  il festival di  culture e musiche del mondo, musiche speziate, di strada, meticciate e in perenne metamorfosi e costante ibridazione reciproca, che significativamente va in scena sulla frontiera, a Chiasso.

Un carnet preparato da un comitato di esperti dove campeggia un comasco “frontaliere” della cultura come il musicista Armando Calvia, che timona da anni le sorti del locale Cinema Teatro di via Dante.

E quale carnet troverà chi si troverà in transito la sera del 15 giugno in piazza del Municipio? Dalle 21 direttamente dall’Ucraina ci saranno i DakhaBrakha, quartetto il cui nome significa “dare/avere” e che propone un mix di tradizioni, con strumenti tradizionali indiani, arabi, a africani e perfino australiani. A seguire dal Marocco la voce di  Hindi Zahra con la sua band. Cresciuta a suon di musica tradizionale berbera, indiana ed egiziana per poi passare al rock psichedelico, al reggae e al soul, l’artista è un buon esempio di cosmopolita “world music”, benedetto dalla prestigiosa collaborazione con la stellare etichetta Blue Note.

“Festate” permetterà anche di meditare sul dramma della Siria con un gruppo, i 47 Soul, che ne è voce e incarnazione: il nome del gruppo allude infatti proprio al lontano 1947 ossia l’anno in cui era ancora possibile incontrarsi nella libera “Grande Siria”. Quando insomma la musica fa meditare sulla geopolitica e sulle sorti del nostro sgangherato mondo, grazie alla  creazione artistica.

La sera seguente tutti pronti ad ammirare dalle 21 la stella africana del momento, Dobet Gnahoré dalla Costa D’Avorio, voce calda e possente, che danza e interpreta le proprie composizioni  in differenti lingue africane oltre che in inglese e francese.

A seguire, suggellando il legame fisico di Chiasso con l’Italia che tanto ha dato e dà all’economia svizzera, ecco il gruppo mitico del sassofonista partenopeo James Senese, già membro del supergruppo di Pino Daniele, figlio di padre americano e madre napoletana, crocevia biografico di culture fatto musica, con un sassofono che magicamente sembra quasi voler  soffiare via la paura e l’incertezza di fronte alle incognite e alle sfide della contemporaneità.

Sono però solo alcuni dei punti di eccellenza di una manifestazione che sta per sfiorare il trentennale e  apre di fatto le danze dei festival musicali estivi svizzeri, proverbiali sinonimi di qualità e coinvolgimento anche per il pubblico italiano per il quale la “gita a Chiasso” auspicata già nel 1963 da Alberto Arbasino si conferma una salutare abitudine.

E come detto “Festate” è anche gastronomia e sapori forti, autentici viaggi intorno al mondo con i suoi “buffet migranti”  e un articolato programma di eventi, dibattiti e mostre (quest’anno spazio all’arte postale che parte dalla Svizzera e si irradia all’intero mondo) che invitano anche a dare sostegno  concreto a rifugiati e migranti, sottolineando una volta di più  le finalità umanitarie della manifestazione.

Informazioni al numero 0041.58.122.49.14, mail cultura@chiasso.ch, biglietti 10 euro a serata (cumulativo 15 euro), gratis fino ai 16 anni. Sito Internet www.centroculturalechiasso.ch.

Lorenzo Morandotti

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