Un’area fiscalmente attrattiva nelle zone di confine

Il governatore Fontana ci crede Nuova spinta per la ZES in Lombardia

La novità degli ultimi giorni è la presa di posizione del governatore lombardo Attilio Fontana: «Non si capisce perché le ZES, ovvero le Zone Economiche Speciali, si facciano in alcune aree del Paese, come il Mezzogiorno, e non in altre. Lavoreremo per realizzare un’area fiscalmente attrattiva lungo il confine con la Svizzera Italiana, nelle aree frontaliere della Lombardia».

Dal Pirellone arriva dunque il via libera alla proposta di legge “Aree di Confine”, presentata da Confartigianato Imprese Varese. Si vuole così rispondere alle criticità sollevate dalle imprese manifatturiere del Luinese e dei territori limitrofi confinanti con il Canton Ticino. In particolare, la proposta avanzata dall’associazione di categoria prevede l’introduzione di un regime fiscale incentivante a beneficio dei lavoratori italiani residenti entro i venti chilometri dal confine e occupati nelle imprese del Luinese con sede entro il medesimo perimetro.

«È una battaglia che i nostri parlamentari porteranno avanti a Roma – continua Fontana – Noi, come Regione, sosteniamo il loro lavoro nelle sedi istituzionali e daremo loro tutto il supporto necessario».

Torna insomma al centro del dibattito il progetto di legge portato lo scorso anno all’attenzione di oltre 2.600 imprese di una fetta della provincia di Varese che ha sofferto pesantemente della concorrenza elvetica, sia in termini imprenditoriali, sia per quanto concerne la fuga di personale qualificato, attratto dagli stipendi più alti oltreconfine.

«Il nostro progetto di legge propone un aumento del salario reale dei lavoratori delle aziende delle zone di confine – ricordano da Confartigianato Imprese Varese – Gli stipendi in Svizzera sono più alti per effetto di una minore tassazione. Le imprese italiane si vedono costrette o ad aumentare i salari nominali (ma il gap rispetto a quanto offerto dalle imprese svizzere si può difficilmente colmare) oppure a ridurre le loro possibilità di sviluppo e investimento. Se si aumentassero i salari, oltre a conservare sul territorio competenze e professionalità, crescerebbe la fiducia generale delle aziende in continuità e stabilità, favorendo investimenti, crescita e sviluppo a beneficio di tutto il territorio».

Intanto, dopo il pare favorevole di Fontana, interviene anche lo stesso presidente di

Davide Galli

Confartigianato Imprese Varese, Davide Galli: «A questo punto, con l’appoggio del presidente regionale, dobbiamo riflettere per tradurre la voce delle imprese in azioni comuni, condivise, rapide e di sistema. Occorre superare i campanilismi e creare utili sinergie per raggiungere il traguardo della ZES».

Antonio Franzi

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