Il Canton Ticino è attrattivo anche per la sanità ma occorre aprire il portafoglio

A pagamento o gratis: ecco i vari casi per gli italiani

In Canton Ticino cresce l’offerta sanitaria. L’Ospedale Regionale di Lugano ha inaugurato un nuovo edificio nella sede “Italiano”, a Viganello, dedicata soprattutto alle attività specialistiche ambulatoriali. Per gli italiani, le prestazioni sanitarie oltreconfine sono a pagamento, ad eccezione di eventuali urgenze in caso di soggiorno in territorio elvetico.

Le strutture sanitarie svizzere sono storicamente un punto di riferimento per gli italiani in alcuni settori particolari, a partire dalla procreazione assistita. A questo però si è aggiunto anche un esodo dall’altra parte del confine per prestazioni specialistiche, con riferimento proprio alle strutture sanitarie disponibili a Mendrisio e Lugano.

L’Ospedale Regionale di Lugano, con le due sedi “Civico” e “Italiano” – dove circa l’11,7% degli operatori, secondo gli ultimi dati disponibili è composto da frontalieri – è uno dei riferimenti in quest’ottica, così come il “Moncucco”, fino al 2015 gestito dalla Congregazione delle suore del Valduce e poi venduto a due fondazioni svizzere. Le strutture ticinesi offrono tutte le prestazioni specialistiche in regime ambulatoriale, oltre ad effettuare gli interventi che richiedono un periodo di degenza.

Inevitabile, quando si parla di strutture sanitarie in Svizzera, aprire anche il capitolo dei costi. I residenti nella Confederazione Elvetica sottoscrivono un’assicurazione obbligatoria, con l’eventuale aggiunta di coperture facoltative. Per gli italiani naturalmente il discorso cambia. Salvo rare eccezioni, usufruire di una prestazione sanitaria oltreconfine significa mettere mano al portafoglio. E il fattore economico non è di poco conto.

A livello normativo, esiste un accordo tra Italia e Svizzera per quanto riguarda l’assistenza sanitaria. «La Confederazione Elvetica, sebbene non appartenente all’Unione Europea – precisano dall’Ats Insubria, l’ex Asl – ha sottoscritto dal 2012 i regolamenti comunitari applicabili all’interno dell’Ue e dello spazio economico europeo».

In caso di emergenza, solo per un temporaneo soggiorno nella Confederazione, è possibile dunque accedere ai servizi sanitari senza dover pagare. «È possibile effettuare le prestazioni urgenti e necessarie in caso di soggiorno sul territorio elvetico – precisano ancora dall’Ats Insubria – È possibile usufruire di questo tipo di prestazione presentando la Tessera Europea Assicurazione Malattia, visibile sul retro della tessera del servizio sanitario regionale in possesso di tutti i cittadini italiani».

Una circostanza precisata nero su bianco anche dalle stesse strutture sanitarie elvetiche, che riportano, nelle informazioni per gli utenti, l’indicazione «I pazienti provenienti da un Paese della Comunità europea sono invitati a presentare la propria carta d’assicurazione valida, tessera sanitaria europea, riconosciuta in Svizzera tenendo presente che le spese di cura valgono unicamente nell’ambito dell’urgenza per eventi dovuti a malattia o infortunio accaduti in territorio svizzero unicamente nell’ambito del pronto soccorso e se necessario ricovero in camera comune».

«Per quanto riguarda le modalità di accesso alle cure per i cittadini italiani non residenti in Svizzera, se sono ricoverati nelle nostre strutture per trattamenti programmati devono anticipare il costo delle cure – precisano dall’ufficio stampa dell’Ospedale Regionale – Se si tratta di urgenze, i costi della loro presa in carico sono regolati dagli accordi bilaterali con l’Ue tramite l’organo garante denominato “Istituzione comune LaMal”».

I pazienti italiani hanno inoltre la possibilità di accedere alle cure in Svizzera, in regime di sistema sanitario nazionale e quindi non a pagamento, in caso di terapie o prestazioni disponibili in Confederazione Elvetica e non effettuate in Italia. La procedura però non è semplice, ed è necessario seguire un iter che prevede una serie di autorizzazioni e la certificazione dell’effettiva impossibilità di effettuare nella Penisola le cure.

«Abbiamo alcune richieste, che vengono di volta in volta valutate – dicono ancora dall’Ats Insubria – per prestazioni di alta specializzazione effettuate in Svizzera, per esempio in alcuni centri specialistici».

Il ministero della Salute precisa: «Se ti devi recare nel Paese selezionato per ricevere cure di altissima specializzazione che non puoi ottenere in Italia tempestivamente o in forma adeguata al tuo caso clinico, prima di partire, devi essere autorizzato dalla tua Azienda Sanitaria Locale di appartenenza (l’Ats in Lombardia), previa presentazione di idonea documentazione medica».

Anna Campaniello