Un accordo per rafforzare gli anticorpi contro le logiche di rottura ed esclusione

Cisl e Ocst, cooperazione a tutela dei frontalieri

Si rafforza la sinergia tra la Cisl e il sindacato svizzero a sostegno dei frontalieri. Cisl Lombardia, Cisl Piemonte e Organizzazione cristiano sociale ticinese (Ocst) hanno siglato a fine marzo presso la sede regionale Cisl di via Vida a Milano l’Accordo di cooperazione a tutela dei lavoratori frontalieri. Sono oltre 65mila i lavoratori che ogni giorno dalla Lombardia e dal Piemonte si recano a lavorare in Svizzera.

Le tre organizzazioni sindacali collaborano dagli anni ’60 per la difesa e la promozione degli interessi dei lavoratori frontalieri e delle loro famiglie. Con questa intesa, Ocst e Cisl regionali ribadiscono l’impegno a rafforzare la collaborazione e ad estenderla territorialmente e nei servizi.

«Rinnoviamo una storica partnership con l’organizzazione cristiano sociale ticinese – ha sottolineato il segretario generale della Cisl Lombardia, Ugo Duci – per dare nuova rappresentanza e ancora maggiori tutele e servizi ai lavoratori e alle lavoratrici frontalieri, guardando all’unità e alla solidarietà di tutti i lavoratori nella casa comune europea».

Cisl Lombardia e Cisl Piemonte garantiranno ai frontalieri attivi associati a Ocst tutti i propri servizi, dall’assistenza fiscale ai patronati. Le due Cisl regionali si rendono inoltre disponibili a mettere a disposizione di Ocst, con modalità da definire separatamente, le sedi sindacali delle zone di frontiera allo scopo di offrire ulteriori servizi ai frontalieri.

«Questa convenzione è per noi molto importante, sia perché garantisce ai nostri associati i servizi della Cisl che diventano sempre più centrali per i lavoratori, sia perché ci permette di incidere in Italia sul piano politico e sociale a favore dei frontalieri – ha commentato Renato Ricciardi, segretario cantonale Ocst – La sinergia tra Cisl e Ocst ha infatti prodotto risultati positivi negli ultimi anni, tramite la promozione di leggi specifiche sui frontalieri e la rappresentanza nei tavoli di lavoro provinciali, regionali e nazionali».

La collaborazione tra i due sindacati non sarà più limitata alle sole province di confine, ma si amplia a tutta l’area delle due regioni, Piemonte e Lombardia. «Quest’accordo è importante perché rinforza la collaborazione ormai consolidata, inserendo elementi che permettono di guardare in prospettiva alla crescita delle due organizzazioni sindacali – sottolinea Luca Caretti, segretario generale Cisl Piemonte Orientale – Ma lo è anche perché, a fronte delle tensioni manifestatesi negli ultimi anni nel Canton Ticino, rafforza gli anticorpi contro le logiche di rottura ed esclusione». Un accordo che, come ha sottolineato il segretario generale della Cisl Piemonte, Alessio Ferraris, «assume le diversità nazionali come una ricchezza e un’opportunità per crescere e prosperare insieme e si inserisce nella strategia internazionale della Cisl, tesa ad ampliare le tutele oltre i nostri confini, in un’ottica europea». Con l’intesa, Cisl Piemonte e Cisl Lombardia si impegnano a rappresentare congiuntamente i lavoratori frontalieri nei confronti delle istanze italiane a livello provinciale, regionale e nazionale.

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