Parco transfrontaliero tra Locarnese e VCO È la volta buona per farlo

In giugno il referendum svizzero decisivo

Un parco nazionale transfrontaliero a cavallo tra Piemonte e Locarnese, diventerà forse realtà grazie all’accordo con l’Italia approvato in queste settimane dal governo federale svizzero. L’ultimo ostacolo dopo la recente riunione di Berna sarà il referendum previsto per il prossimo mese di giugno. Poi, se tutto andrà come in molti sperano, ciò che a suo tempo fu diviso in malo modo sulla carta, tornerà a essere geograficamente una “cosa” sola.

Il progetto, i cui dettagli sono in via di definizione, prevede una superficie di 218 km quadrati, con una zona centrale di 61 km quadrati, in parte ubicata in territorio piemontese – dove interessa le valli Vigezzo e Cannobina e i Comuni di Toceno, Craveggia, Santa Maria Maggiore e Re – e in parte in territorio elvetico, dove coinvolge tredici Comuni e altrettanti patriziati ticinesi su un’area che si estende dalle isole di Brissago a Bosco Gurin e che comprende, tra l’altro, Ascona, Brissago, Centovalli, Losone, Onsernone, Ronco e Terre di Pedemonte.

Del parco transfrontaliero si parlava già da alcuni anni. I contatti erano stati avviati nel 2013 e nel luglio del 2014 era stato sottoscritto un protocollo d’intesa. Il 10 novembre 2016, poi, nel testo che riformava la legge quadro sui parchi, compariva per la prima volta in Parlamento la parola “transfrontaliero”. L’allora onorevole Enrico Borghi, eletto nel Vco (così come nell’ultima tornata, ndr), capogruppo Pd in commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici alla Camera, dichiarava: «La riforma varata va nel senso di fare delle aree protette un motore di sviluppo sostenibile delle zone di riferimento, applicando i principi della green economy e facendo dell’ambiente un elemento di forte valore aggiunto».

Nel giro di un anno e mezzo è arrivato l’accordo. A Berna il direttore dell’Ufficio federale dell’Ambiente Bruno Oberle, e il presidente del progetto Tiziana Zaninelli, lavorano sodo e cercano la strada della cooperazione con i “colleghi” italiani. Il cuore del progetto è la valle dei Bagni di Craveggia: lì ci sono le sorgenti delle antiche terme. I Bagni si trovano nel Vco, ma fanno parte dello stesso bacino imbrifero della valle Onsernone, nel Locarnese.

È colpa di un arbitrato internazionale risalente all’Ottocento che stabilì gli odierni confini, pur se gli stessi non seguivano la cresta delle montagne ma, in pratica, tagliavano la zona in maniera trasversale. Una sforbiciata (sulla carta) riuscita male. Per questo ora si vorrebbe porre rimedio.

C’è un ostacolo, però, come si diceva. Il traguardo, infatti, potrà essere raggiunto soltanto se la popolazione dei Comuni elvetici interessati voterà a favore della creazione del parco.

La consultazione dovrebbe tenersi, salvo imprevisti, in giugno e il problema maggiore sembra essere l’opposizione dei cacciatori.

Alessandro Garavaldi

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here