Grido d’allarme del Syna: nel Cantone Vallese solo personale specializzato

Il sindacato interprofessionale avverte i lavoratori Vco

In Svizzera servono soltanto lavoratori specializzati? La discussione ha preso corpo in questi giorni, a seguito dell’assemblea generale del sindacato interprofessionale Syna, i cui iscritti si sono riuniti recentemente presso la sede della sezione di Domodossola.

Con 4.500 soci distribuiti nell’Alto Vallese – mentre in tutto il Cantone i tesserati sono oltre 20mila – e tra le loro fila militano anche molti ossolani, il Syna rappresenta oggi uno dei principali sindacati elvetici. La riunione nel Vco è servita per fare il punto sui negoziati salariali, sulla normativa per la disoccupazione, sugli assegni familiari e le pensioni e, più in generale, sulla situazione economica del Canton Vallese.

Temi di stretta attualità sul piatto e spunti di riflessione, tra cui quella domanda di partenza scaturita dai moltissimi frontalieri presenti all’appuntamento annuale svoltosi negli uffici di via Città di Lima.

A lanciare il grido d’allarme, rispondendo alle sollecitazioni della sala, è stato il responsabile dell’associazione dell’Alto Vallese Johann Tscherrig: «L’industria svizzera è in pericolo perché le difficoltà che si stanno riscontrando un po’ ovunque sono arrivate anche qui. Oggi siamo alle prese con una situazione economica particolare: si cercano sempre più lavoratori specializzati e al contempo si è abbassata la richiesta di manodopera. Il settore sanitario – ha detto ancora Tscherrig – continua a fare da traino». Cauta preoccupazione a Domo, dove erano presenti, tra gli altri, anche i deputati del Partito democratico, Enrico Borghi, e dei 5 Stelle, Davide Crippa. E mentre il primo ha sottolineato la necessità di «predisporre lo Statuto del frontaliere», Crippa ha posto l’accento sull’urgenza «di migliorare il viaggio dei frontalieri (la condizione delle strade, ndr) verso il posto di lavoro».

Durante l’incontro si è discusso anche di salari, ed è stato evidenziato come negli ultimi anni l’aumento delle buste paga sia stato basso, tra lo 0,5% e l’1,7%, e degli scaglioni delle pensioni, rispetto al quale è stato paventato l’innalzamento dell’età pensionabile: ora è a 64 anni per le donne e 65 anni per gli uomini, potrebbe salire a 66-67.

Sul tema dei lavoratori specializzati abbiamo interpellato Andrea Puglia, segretario dell’Ocst, l’Organizzazione cristiano sociale ticinese. Vale la pena sottolineare che, per non sovrapporsi, Syna e Ocst si sono divisi il territorio elvetico: i primi difendono i diritti dei lavoratori nelle zone interne, mentre i secondi in Ticino. «Innanzitutto – ha spiegato Puglia – bisogna fare un distinguo tra la situazione che si registra nella Svizzera interna e quella che c’è in Ticino. Per quanto concerne i Cantoni interni, il Syna ha perfettamente ragione: lì si cercano lavoratori specializzati perché non si è in grado, essendo un ambiente piccolo, di crescere figure professionali all’interno. In Ticino, invece – ha aggiunto Puglia – pur operando anche una serie di aziende ad alto valore aggiunto, e penso per esempio al settore farmaceutico o a quello della moda, sopravvivono pure le realtà produttive dove viene richiesta manodopera frontaliera italiana a basso costo, basti pensare alle tante fabbriche di orologi».

Alessandro Garavaldi