Nel 2018 basterà un franco per far scattare l’Iva sul fatturato globale

Il nuovo anno porterà oltreconfine novità nel mondo del lavoro. Dal primo gennaio 2018 le imprese estere attive in Svizzera saranno infatti assoggettate all’Iva quando il loro fatturato annuo mondiale – e non più solo quello realizzato su territorio elvetico come stabiliva la precedente legge del 2013 – supererà i 100mila franchi.

Quando tale somma verrà oltrepassata, anche di un solo franco, entrerà in essere la nuova normativa che richiede di avere un numero Iva e un rappresentante fiscale (persona fisica o giuridica) con domicilio o sede in Svizzera.

«Sostanzialmente con queste modifiche gran parte delle imprese artigiane e non, saranno assoggettate al nuovo regime», spiega Gianmarco Torrente consulente Fideconto Consulting SA. Il solo fatto di prendere in considerazione il fatturato mondiale per l’assoggettamento dell’Iva comporterà 40 milioni di franchi in più all’anno.

«Da una prima valutazione dell’ufficio Iva si presume che nei prossimi due anni in tutta la Svizzera saranno 30mila i soggetti che verranno coinvolti», aggiunge Torrente che ha illustrato le novità in alcuni incontri organizzati nel Comasco da Confartigianato.

Ma entrando nel dettaglio ecco cosa è necessario sapere. Innanzitutto il primo concetto fondamentale da cui tutto parte è che l’Iva viene prelevata sulle operazioni effettuate in territorio svizzero. E dunque sulle forniture di beni: dove sono considerati beni le cose mobili e immobili nonché l’energia elettrica, il gas, il calore, il freddo e simili mentre per fornitura s’intende il trasferimento del poter disporre economicamente di un bene in nome proprio, la consegna di un bene sul quale sono stati eseguiti lavori, anche se tale bene non è stato modificato, ma semplicemente esaminato e controllato nel suo funzionamento o sottoposto a un qualsiasi altro trattamento.

L’Iva si applica poi anche sulla prestazione di servizi. In questo caso si considera prestazione di servizi ogni prestazione che non costituisce fornitura di un bene. Vi è pure prestazione di servizi quando vengono ceduti valori e diritti immateriali, non si fa atto o si tollera un atto o una situazione.

Alcuni esempi possono essere: il trasporto di persone e beni, custodia (stoccaggio) di beni, e tutte le prestazioni degli spedizionieri, cessione o concessione di diritti su beni immateriali di diritti e diritti analoghi, lavori d’architettura e d’ingegneria, consulenze, perizie e rappresentanze in materia giuridica, finanziaria, economica ed organizzativa, autenticazioni di atti giuridici, gestioni patrimoniali, operazioni d’incasso, tenuta e revisione della contabilità per terzi. «Il luogo delle prestazioni serve a determinare il campo d’applicazione dell’Iva. Difatti solo le prestazioni imponibili eseguite in territorio svizzero vi soggiacciono e vanno considerate per stabilire l’eventuale esenzione dall’assoggettamento», dice ancora Torrente.

Una prestazione esclusa dall’imposta non è imponibile. Di regola l’esclusione dall’imposta di una prestazione si determina esclusivamente in funzione del contenuto.

Ecco alcuni esempi: cure ospedaliere e cure mediche in ospedali, educazione e formazione, manifestazioni sportive, mercato monetario e dei capitali. L’inizio dell’assoggettamento scatta nel momento in cui le imprese eseguono per la prima volta una prestazione sul territorio svizzero.

Invece alla fine dell’anno civile in cui esse eseguono per l’ultima volta una prestazione sul territorio svizzero si chiude. Al momento dell’iscrizione nel registro dei contribuenti Iva, chi è senza domicilio o sede sociale sul territorio svizzero deve fornire una garanzia. In contanti o sotto forma di garanzia emessa da una banca con sede in Svizzera pari al 3% dell’ammontare atteso della cifra d’affari imponibile realizzata sul territorio elvetico. L’importo minimo è di 2mila franchi, quello massimo di 250mila franchi.

Infine una buona notizia. Dal primo gennaio 2018 scendono le aliquote Iva. L’aliquota normale dall’8% passa al 7,7%. L’aliquota speciale per il settore alberghiero cambia dal 3,8% al 3,7%. Invariata al 2,5% quella ridotta.

Per stabilire l’aliquota d’imposta applicabile non sarà determinante la data di fatturazione o di pagamento, bensì il momento o il periodo in cui è stata eseguita la prestazione.

Fabrizio Barabesi

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