La sindrome del frontaliere non è una malattia

“Dottore, perché i frontalieri sono soggetti a mal di testa e mal di pancia nel fine settimana?” Domanda più volte sentita negli ambulatori medici.

In realtà non esiste una malattia, una “sindrome del frontaliere”. Chi si alza presto la mattina e va a lavorare al di là del confine stia tranquillo, non è in corso un’epidemia, non si è sparso un microbo che vi assale.

Il disturbo, parliamo di mal di testa, bruciori e crampi allo stomaco, affligge chi cambia abitudini tra i giorni feriali settimanali ed i festivi di fine settimana.

Non sono vere e proprie malattie, bensì disturbi funzionali (di funzione appunto, non dovuti ad anomalia patologica di tessuto) legati ai bruschi cambiamenti di abitudini, che dipendono da scostamenti di orari, dai giorni lavorativi “tosti” a quelli di riposo.

Facciamo una premessa per capire. L’organismo umano mira alla stabilità. Si chiama omeostasi,  è una tendenza naturale al raggiungimento di un equilibrio, delle cellule, dei tessuti biologici, degli organi, delle sostanze chimiche interne ma anche della globalità dell’individuo e dei suoi comportamenti.

Tutto questo avviene tramite precisi meccanismi regolatori. Certo, poi la stabilità comportamentale ci annoia, ma l’instabilità si fa sentire. Evidentemente non a tutti in modo uguale. Chi più chi meno.

L’emicrania, cioè il mal di testa tipico di chi va incontro a cambiamenti, esterni (alimentazione, fusi orari, abitudini diverse ravvicinate) o interni (cicli ormonali, cicli del sonno) può essere definito un eccesso di legittima difesa per cui, di fronte al cambiamento l’organismo dà un senso di allarme, di allerta, anche con manifestazioni fastidiose e dannose per l’organismo che le sente.

L’emicrania è mal di testa ma non solo, chi la prova conosce un malessere tipico che lo anticipa o lo accompagna, formicolii, nausea, vomito, spossatezza, depressione, fotofobia (fastidio alla luce) fonofobia (disagio dai rumori), malavoglia, giornate storte. Sì, beh, le solite parolone del dottore.

Cosa bisogna fare in pratica? Allora, per quello che è possibile, dare stabilità al proprio fisico. Se mettete la sveglia alle 5 o alle 6 per tutta la settimana, è vietato svegliarsi a mezzogiorno la domenica.

Se tutte le sere vi fate un brodino, non mangiate la cazzuola o il cinghiale il sabato sera. Lo stesso per il vino. Volete stare bene? La parole d’ordine è stabilità.

Altrimenti preparatevi a mal di testa, mal di pancia, bruciori gastrici, intestino in disordine, crampi addominali. Perché la testa e la pancia? Il discorso è lungo (e noioso). La testa perché tutto parte ed arriva lì, il tubo digerente perché fin dalla nascita poniamo (troppa) attenzione allo stesso. A cominciare dalle nostre mamme, che per crescerci hanno sempre guardato a cosa entrava ed usciva dal nostro corpo, ponendo magari meno attenzione ad altre funzioni più nobili. Ma non andiamo fuori tema. Insomma, popolo dei frontalieri, volete stare bene? Non discostatevi troppo nelle abitudini quotidiane. Tutte.

Mario Guidotti

Primario Neurologia

Ospedale Valduce