Frontaliers disaster: in Ticino il cinepanettone di confine

Quando un frontaliere italiano e un doganiere svizzero storicamente nemici sono obbligati ad aiutarsi, il disastro è annunciato. Ed è tutto da ridere. Il 21 dicembre esce in Canton Ticino Frontaliers disaster, lanciato come “il primo vero film dei Frontaliers”, ossia la fiction rossocrociata del XXI secolo, prodotto da Inmagine in coproduzione con Rsi e distribuito da Morandini Film Distribution. Spionaggio, action pura, inseguimenti a bordo di una italicissima Panda ma anche passione e risate sono il cocktail di questo road movie.

Il duo Bussenghi e Bernasconi, il frontaliere e la sua nemesi, la guardia di confine, approda al grande schermo dopo due anni di lavorazione e  un mese di riprese, dalla dogana di Bizzarone a Mendrisio, a Lugano e nei Grigioni, in Mesolcina e nel Locarnese («Niente set in Italia come speravamo – dice il regista Alberto Meroni – Aspettiamo ancora i permessi»). Esilarante, la formula, ma in grado pure di far riflettere su un tema economico e sociale che al contempo unisce e divide due Paesi. Immutati i caratteri dei protagonisti: Roberto Bussenghi, interpretato da Flavio Sala, e il doganiere Loris J Bernasconi (l’attore Paolo Guglielmoni), uno quadrato fino al midollo, l’altro italicamente privo di regole.

Il film come detto esce in Ticino, ma si prepara all’invasione dell’Italia del Nord se avrà successo al botteghino. «È  un film legato al territorio ma che parla di argomenti universali», dice Meroni. Da parte sua Luca Morandini, che ora ha il compito strategico della diffusione del prodotto, sottolinea che «in Svizzera il cinema ha tante professionalità e siamo stati in grado di esprimerle al meglio. Sono stato distributore di tanti cinepanettoni e questo sarà il nostro cavallo di battaglia. La storia  ha il potenziale per “spaccare” anche in Italia e far ridere ticinesi e frontalieri. È un film trasversale, per tutta la famiglia». Il cinema tradizionale è minacciato da Internet, la nuova frontiera. «Ma la sala di un tempo – dice Morandini – è comunque amata, è un momento di convivialità e condivisione di emozioni con gli amici. Non ci interessa il cinema dove si va solo a  mangiare popcorn. Per questo non ci spaventa la pur concreta concorrenza digitale».

L.M.