Frontalieri, il governo di Berna contro la tassa d’ingresso Nessuna tassa d’entrata in Svizzera per i frontalieri.

Il governo di Berna boccia per la seconda volta in poco più di un anno la richiesta di Lorenzo Quadri, direttore del Mattino e deputato federale della Lega dei Ticinesi.
Il 26 settembre del 2016 la Camera bassa elvetica aveva respinto la mozione con cui Quadri intendeva obbligare il governo svizzero a «presentare un rapporto sulla possibilità di introdurre una tassa d’entrata per frontalieri».
Il giorno dopo la bocciatura, Quadri (assieme alla collega di partito Roberta Pantani) era tornato alla carica presentando un “postulato” dello stesso tenore. Ma ancora una volta, la risposta del consiglio federale è stata negativa.
«Elaborare una proposta di tassa d’entrata per i lavoratori frontalieri penalizzerebbe i cittadini europei sul mercato del lavoro elvetico e comporterebbe una disparità di trattamento tra frontalieri e lavoratori residenti in Svizzera – si legge nella replica del governo – si tratterebbe di una misura discriminatoria, contraria agli accordi sulla libera circolazione delle persone».
Una tassa di questo tipo, taglia corto il consiglio federale, non è quindi una «soluzione praticabile».
La parola passa ora nuovamente al plenum della Camera bassa di Berna che, con ogni probabilità, dirà nuovamente no alla proposta di Quadri.

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