Una palestra di idee e di confronto

Buona la prima. Il riscontro dei lettori e degli osservatori del territorio in cui viene distribuito Il Frontaliere è andato addirittura oltre le nostre aspettative, anche grazie all’attenzione e alla conseguente visibilità che ci è stata riservata dai media italiani e svizzeri. A questo proposito permettetemi di rubare poche righe per ringraziare la squadra che ha portato al varo di questo nuovo prodotto editoriale. Ha confezionato il giornale che ci eravamo prefissati su tutti i fronti: dai contenuti alla grafica, dalla stampa alla distribuzione. Senza dimenticare il fondamentale apporto della forza vendita.

La vera sfida, ora, è mantenere lo stesso livello del primo numero che ha pacificamente invaso le frontiere tra i due Paesi. Presto, visto l’interesse dimostrato dai lettori, valuteremo con attenzione l’ipotesi di spingerci oltre nella distribuzione del mensile, data la vastità dei territori interessati dal fenomeno – o meglio, dalla realtà – del frontalierato. Ma veniamo alla linea editoriale, che è stata il punto di maggior dibattito, in particolare oltreconfine. Questo foglio, lo ribadiamo, ha previsto, prevede e sempre prevedrà la massima apertura al confronto, anche aspro, ma sempre corretto. Vuole essere una palestra di intelligenze.
La riprova è data, ad esempio, dall’intervista che troverete nelle pagine interne a Lorenzo Quadri, figura di spicco della Lega dei Ticinesi nonché direttore del Mattino della Domenica. Nel suo commento all’uscita del Frontaliere ha usato parole ben poco lusinghiere nei nostri confronti, ma non abbiamo alcuna difficoltà ad ospitarlo su queste colonne.

Parlarsi e sostenere le proprie idee, nel tentativo però di ragionare, porta sempre buoni frutti. La stampa deve informare, ma anche tentare di svolgere un ruolo propositivo. Noi, in prima battuta, desideriamo essere motore e portavoce di un’istanza ben precisa. Far sì che il lavoratore frontaliere ottenga uno statuto che disciplini la sua particolare condizione. Tanto più che la platea interessata si amplia, come attestano i dati del terzo trimestre di quest’anno diffusi dall’Ufficio federale di statistica. In Ticino e nei Grigioni, l’incremento rispetto al periodo luglio-settembre 2016 è rispettivamente del 4,9% e del 4,6%. Un ruolo delicatissimo viene giocato dai parlamentari lombardi delle zone di confine.

Al di là dei colori delle casacche che indossano, saremo parte attiva per far capire loro che oltre sessantamila persone attendono il loro aiuto.

Claudio Ramaccini
Direttore IL FRONTALIERE

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