TICINO: 90 deputati e 11 partiti

I numeri della politica in Ticino

Novanta deputati, sei gruppi parlamentari, 11 tra partiti e movimenti rappresentati in Gran Consiglio. I numeri della politica in Ticino non sono così piccoli come ci si potrebbe attendere in un cantone di soli 350mila abitanti. La tradizione e la storia contano.

Ma fino a un certo punto, perché anche dall’altra parte della frontiera formazioni e gruppi interessati alla politica nascono di continuo e qualche volta riescono ad affermarsi e a radicarsi nel territorio e nelle istituzioni.

È il caso della Lega dei Ticinesi, che ha da poco festeggiato i suoi 25 anni e da quasi due legislature detiene la maggioranza relativa nel governo di Bellinzona. Fenomeno tutt’altro che passeggero, la Lega contende al Partito Liberale Radicale (Plrt) il primato del consenso.

In Consiglio di Stato, come detto, sono più forti i leghisti mentre in Parlamento i Liberali sono riusciti a stare un passo avanti.

Dietro ci sono i Popolari Democratici (Ppd), cattolici e vicini alla Chiesa, e i Socialisti (Ps), in difficoltà negli ultimi anni sul terreno elettorale così come tutte le formazioni consorelle della socialdemocrazia europea.

Nel Parlamento di Bellinzona sono poi rappresentati i Verdi, l’Udc (l’Unione Democratica di Centro nata nel 1971 dalla fusione tra il Partito dei Contadini, degli Artigiani e dei Borghesi e il Demokratischen Partei), Area Liberale, Montagna Viva, il Partito Comunista, il Movimento per il Socialismo e Noi, un’associazione politico-culturale nata dalla scissione interna ai Verdi.

Udc e Area Liberale compongono in Gran Consiglio un unico gruppo, La Destra, sigla con la quale hanno anche partecipato alle elezioni del 2015. Lo stesso discorso vale per i Verdi e Noi, che rimangono uniti in Parlamento per ragioni pratiche e per non perdere il finanziamento pubblico. Mentre Partito Comunista, Movimento per il Socialismo e Montagna Viva possono contare su un deputato ciascuno.

Una discreta frammentazione, insomma, che rispecchia una società molto stabile sul piano istituzionale (certamente grazie al meccanismo di elezione diretta degli esecutivi, che mette al riparo Comuni e Cantone da possibili crisi di governo) e altrettanto variegata dal punto di vista sociale e culturale. Non è facile trovare oggi in giro per l’Europa assemblee elettive in cui siedano un po’ tutti, dai comunisti agli ultra-liberali. Anche questo è il Ticino.

Da.C.