Al volante le REGOLE D’ORO in Canton Ticino

segnaletica stradale svizzera, indicazioni frontalieri e dogana

Al volante in Canton Ticino. Ecco le REGOLE D’ORO per evitare brutte sorprese. Oltreconfine severità e intransigenza sono marcate

Le regole di base sono le stesse in Svizzera come negli altri Paesi, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza stradale. Certo è che oltreconfine severità e intransigenza sono marcate. Fatto salvo il fatto che la guida sicura deve essere un principio da far valere a ogni latitudine, ecco dunque qualche indicazione di cui tenere conto quando ci si mette al volante nella Confederazione elvetica.

Come detto, il rispetto dei limiti di velocità è uno dei punti di maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine elvetiche. Le multe  sono decisamente elevate. Sul sito della Polizia Cantonale si trovano i dati rispetto alle postazioni fisse di rilevamento – la più nota è quella autostradale di Balerna, che colpisce in gran parte guidatori stranieri – e sui controlli effettuati di volta in volta nelle varie località ticinesi.

La sanzioni sono severe e prevedono, per i casi più gravi, l’applicazione del Codice Penale (con iscrizione nel casellario giudiziario), oltre che la revoca della patente nel territorio svizzero. Un provvedimento che scatta, ad esempio, se si supera di 25 chilometri orari la velocità all’interno dei centri abitati (con documento di guida revocato, come minimo, per tre mesi, ma in casi di particolare gravità si può arrivare anche fino a due anni). Ma già andare oltre il limite anche di un solo chilometro orario può costare fino a 40 franchi. Tra gli 11 e 15 la multa è di 250 franchi (centri abitati), 160 (fuori da paesi e città), 120 (in autostrada). Oltre una certa soglia scatta l’ammonimento, che è un po’ come nel calcio. Se l’infrazione viene reiterata, arriva l’espulsione, con sospensione della patente ed eventuali altri provvedimenti a seconda della gravità.

È bene sottolineare che il Codice della Strada svizzero, per ogni tipo di apparecchio installato prevede una tolleranza che è comunque minima, ma su cui è meglio non fare troppo affidamento. Massima attenzione va prestata ovunque: nei centri abitati svizzeri spesso c’è il limite di 20 e di 30 chilometri orari; nelle autostrade a causa dell’inquinamento dell’aria capita che il limite venga ridotto a 80 e comunque chi frequenta i tratti ticinesi sa che spesso vi sono cartelli che indicano limiti di 100 e 80, inferiori a quello generale, che è di 120 chilometri orari.

Velocità, ma non soltanto. Nella vicina Confederazione c’è forte attenzione anche verso la distrazione al volante che, lo dicono le statistiche, è la prima causa di incidenti. Vengono quindi punite pesantemente le persone che manovrano il telefonino e il navigatore satellitare mentre guidano. Anche in caso di uso di auricolare, viene punito chi usa la doppia cuffia (“una abitudine scorretta e illegale” viene definita dalla Polizia Cantonale): un orecchio deve rimanere libero per avere l’attenzione verso il traffico, soprattutto in caso di presenza di mezzi d’emergenza con le sirene attivate.

A proposito di navigatore: il Codice della Strada elvetico è molto severo anche sul fronte della visibilità del guidatore. Il navigatore, dunque, deve essere messo in una posizione che non intralci la visuale generale. Non solo: al di là delle dotazioni di bordo (alette parasole e specchietto retrovisore) non sono consentiti oggetti che possano creare fastidio ad una corretta visualizzazione della strada come bandierine, deodoranti o piccoli gagliardetti che spesso vengono posti sullo specchietto retrovisore. Da Cantone a Cantone le sanzioni cambiano, ma la severità su questo fronte è comunque un dato di fatto.

In Svizzera per circolare servono patente, carta di circolazione, assicurazione. Dotazioni di emergenza obbligatorie: triangolo e giubbino riflettente.

Il limite di tasso alcolemico è di 0,5 grammi per litro. I veicoli devono avere i fari anabbaglianti accesi anche di giorno.

Altre indicazioni importanti: nelle rotonde va sempre indicata la direzione, con la freccia, al momento dell’uscita. I ciclisti devono fare un cenno con la mano. In Svizzera, rispetto all’Italia, c’è inoltre un maggiore rispetto per i pedoni, esempio che andrebbe importato anche in Italia. In prossimità di un passaggio pedonale è quindi buona regola arrivare a velocità comunque moderata e in ogni caso dare la precedenza a chi deve attraversare.

Per quanto riguarda le gomme termiche invernali, nella Confederazione non vi è l’obbligo, ma la Polizia Cantonale invita comunque fermamente a farne uso nei mesi invernali, anche perché, in caso di incidente, vi potrebbero essere conseguenza anche di carattere penale determinate dalla Legge federale sulla circolazione stradale. E le assicurazioni potrebbero non rispondere.

Severità dunque, anche se, al di là di tutto, nei guidatori dovrebbe prevalere sempre il buonsenso, a prescindere dal Paese in cui si trovano e dalle sanzioni. La battaglia per la sicurezza stradale, non va dimenticato, è infatti il primo punto all’ordine del giorno per la Federazione Internazionale dell’Automobile, che ha al suo fianco Aci Italia in questa battaglia che si basa sulle cosiddette “10 regole d’oro”: allacciare le cinture di sicurezza; rispettare il Codice della Strada; rispettare i limiti di velocità; controllare gli pneumatici; non distrarsi; proteggere i bambini a bordo; guidare solo se si è lucidi; fermarsi quando si è stanchi, indossare il casco; essere cortesi e rispettosi.

Massimo Moscardi

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