Da Porto Ceresio a Morcote in 16 minuti

L’esperimento di “Fenice” da Porto Ceresio. Sedici minuti di navigazione fino a Morcote

Frontalieri via lago. L’invasione pacifica della Svizzera da parte dei lavoratori italiani, ormai da oltre un mese avviene anche a bordo di un battello, il “Fenice”.

È infatti “salpato” un servizio di trasporto lacuale che mette a disposizione dei frontalieri un collegamento tra Porto Ceresio e Morcote. E, una volta scesi sulla terra ferma dopo 16 minuti di navigazione, un bus attende i viaggiatori, pronto a partire in direzione Pian Scairolo e Lugano.

Il Fenice ha mollato gli ormeggi per la sua prima corsa lunedì 2 ottobre alle 6.25. E se nei primissimi giorni di operatività il battello non ha fatto registrare il tutto esaurito, adesso – dopo oltre un mese di sperimentazione – qualcosa comincia a muoversi e il numero di viaggiatori comincia a crescere. Sono infatti una trentina gli abbonamenti sottoscritti sui 60 posti che mette a disposizione l’imbarcazione.

Il “battello dei frontalieri” nasce da un progetto avviato alcuni mesi fa dai Comuni di Collina d’Oro, Grancia e Lugano con il sostegno del Dipartimento del territorio e l’adesione di alcune importanti aziende del comparto industriale del Pian Scairolo, la zona del Luganese dove lavorano circa 4mila persone, di cui una quota significativa provenienti dalla provincia di Varese.

Al progetto per la gestione della mobilità aziendale nel area del Pian Scairolo hanno aderito finora 17 aziende medio-grandi che contano circa 2mila dipendenti, ovvero circa il 50% dei posti di lavoro dell’intera area lavorativa.

L’intento dei promotori è ovviamente migliorare la viabilità in ingresso in Svizzera e agevolare i frontalieri negli spostamenti oltre a ridurre l’inquinamento. «Obiettivo finale, dopo i primi mesi della sperimentazione che si chiuderà a dicembre – ha spiegato Davide Marconi, di MobAlt la società specializzata in mobilità alternativa che ha messo a punto il progetto insieme alla Società Navigazione Lago di Lugano – sarebbe riuscire a inserire il collegamento via lago nel piano generale dei trasporti. Potrebbe infatti rivelarsi un metodo alternativo alla macchina per molti frontalieri. Basti pensare che nell’area servita lavorano oltre 500 italiani residenti nella sola Valceresio. Va inoltre sottolineato che una volta raggiunta Morcote, l’autobus – un autopostale della linea 431 – attraverso un percorso meno trafficato delle strade abitualmente percorse dai lavoratori, viaggia tra Bissone e Lugano permettendo ai frontalieri, ma anche agli svizzeri residenti in zona come gli abitanti di Brusino Arsizio – di raggiungere il Pian Scairolo e il centro città di Lugano in tempi più brevi rispetto all’auto. Sono stimati infatti 40 minuti per arrivare da Porto Ceresio a Grancia. Inoltre, per migliore gli spostamenti dei lavoratori, il comune di Porto Ceresio ha messo a disposizione un parcheggio gratuito per l’utenza del battello. Il servizio, proposto inizialmente per un periodo di prova di tre mesi, fino a dicembre 2017, è cofinanziato dai Comuni di Collina d’oro, Grancia e Lugano e sostenuto dalla Comunità montana del Piambello.

«Abbiamo lavorato a questo piano fin da novembre 2016, consultando i Comuni oggi parte del piano. Abbiamo chiesto alle 17 aziende che partecipano alla sperimentazione di raccogliere indicazioni dai frontalieri per conoscere le loro esigenze in tema di spostamenti e su queste segnalazioni abbiamo ideato il battello. Ora chiediamo a tutti di sperimentarlo», ha aggiunto Davide Marconi.

Le corse al momento sono cinque, due al mattino (6.25 e 7.40) e tre alla sera (17.00, 18.00 e 19.00). Il costo è 130 franchi al mese, escluso il biglietto del bus. Il settimanale costa 35 franchi, il giornaliero 8 franchi. «Prevedendo un abbonamento totale si dovrebbero spendere 200 franchi al mese tra battello e bus», spiega Marconi. I primi viaggi del battello “Fenice” non sono andati tutti esauriti ma i promotori sono certi che lentamente i 60 posti a disposizione saranno riempiti. «Abbiamo già una trentina di persone che lo hanno testato e in molti hanno siglato un abbonamento mensile o fino al termine della sperimentazione. Stiamo inoltre cercando di tradurre in atti concreti alcuni suggerimenti arrivati durante il mese di ottobre e a inizio novembre. In discussione, ad esempio, l’introduzione di una corsa ulteriore al mattino e una alla sera», chiude Marconi.

Fabrizio Barabesi

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